Comincia da dove sei.

Quando il giudizio blocca

Ho sempre sentito l’esigenza di condividere quello che per me è stato importante, mi ha cambiata o semplicemente mi ha fatto riflettere o emozionare. Ho pensato di aprire un blog svariate volte, ma ho sempre lasciato perdere. Comincia da dove sei, mi ripetevo. Ma, forse non sentivo questa frase veramente mia. Il motivo? Quello che gli altri pensavano di me. Non avevo particolari esperienze né avevo studiato in maniera tradizionale, ad es. attraverso un corso di laurea, quella particolare cosa che mi piaceva e che sentivo di voler divulgare.

Nel corso degli anni, ho ricevuto commenti che mi hanno fatto dubitare di me stessa. Soprattutto quando fantasticavo di un blog sulle tematiche di crescita personale e filosofie antiche per affrontare al meglio la vita. ‘Questi concetti funzionano solo in teoria, ma nella pratica è tutta un’altra storia.’ ‘Conta di più chi li dice, e senza credenziali le tue riflessioni non hanno valore.‘ Parole che, in quel momento, mi hanno ferita e mi hanno spinta a mettere da parte i miei sogni. E il fatto che provenissero proprio da persone a me vicine—familiari, amici—ha reso il tutto ancora più difficile da ignorare.

Nessuno è mai davvero pronto

Essere qui ora a scrivere questo post mi fa un certo effetto. Non posso dire che quello che mi viene detto non mi tocca e non mi influenza per niente. Le parole sono spesso taglienti e creano ferite che è difficile curare. Ma, con il tempo, ho imparato a guardare a questi giudizi con occhi diversi. Sono convinta che nessuno, quando comincia qualcosa, sia una persona arrivata. E non lo saremo mai. Siamo tutti in continua evoluzione, mai completamente pronti. Impariamo facendo. Impariamo se ci permettiamo di essere ancora curiosi, anche dopo una laurea o un corso. E non partiamo da zero, come spesso ci vogliono far credere. Abbiamo sempre qualcosa che fa parte del nostro bagaglio personale che possiamo donare agli altri, condividendolo.

Anche l’esperienza conta

La nostra esperienza, non derivante dai banchi di scuola, può significare tanto per qualcuno che si trova ad affrontare un momento simile al nostro. Perciò, comincia da dove sei è un invito potente. Riflettevo l’altro giorno anche sul fatto che, negli annunci di lavoro (almeno qui in Norvegia è una cosa comune) compare spesso il conseguimento di una laurea magistrale nelle qualifiche della persona ricercata, oppure una laurea triennale combinata ad esperienza sul campo. Sono veramente convinta che le nostre esperienze e i nostri percorsi di vita valgono. Credo anche che la crescita personale non dipende solo da chi la insegna, ma anche da chi è disposto ad ascoltare, applicare e mettere alla prova nuove idee. Non funziona tutto per tutti, ma ognuno può trovare quello che fa al suo caso.

Comincia da dove sei è rappresentato da luci e una pianta, ad indicare una crescita per il semplice fatto di provarci

Buttarsi per imparare

Nella mia carriera lavorativa sono stata spesso intraprendente. Nel mio primo lavoro da consulente, sono stata letteralmente lanciata nelle attività, senza che avessi un’adeguata preparazione. Il mio capo di allora mi disse che nuotare nell’oceano è spesso il modo migliore per fare progressi. Bisogna buttarsi, oppure si pensa troppo e si rischia di fermarsi. Ed è stato proprio così. Ho imparato a svolgere quel ruolo velocemente e con una certa destrezza. Da un punto di vista delle mie passioni personali, però, non è andata sempre così, anzi. Sarebbe stato molto più facile dare valore e voce ai miei sogni se avessi potuto contare sull’incoraggiamento delle persone a me vicine. Ma a volte, dobbiamo semplicemente guardare altrove o dentro di noi, per trovare inspirazione e supporto.

Comincia da dove sei

Perciò, lascia che te lo dica: comincia da dove sei. Non lasciarti fermare da giudizi di chi non riesce più a sognare. La vita è una. E va bene permetterci di provare. Magari scopriremo che quella cosa non fa effettivamente per noi, ma non ci resterà il rimpianto di non averci provato. Oppure magari si apriranno nuove prospettive e impareremo e faremo esperienza di cose che non avevamo mai immaginato prima. Parti ora, così come sei. Puoi sempre migliorare in corso d’opera!

Nel puro spirito di CaleidoTe, vorrei lasciarti con un paio di domande per riflettere. Qual è un sogno o un progetto che hai tenuto nel cassetto per troppo tempo? Cosa ti servirebbe per iniziare ora? E se non ti mancasse niente – tempo, risorse, sicurezza, cosa faresti oggi stesso per dare il via?

Scrivilo nei commenti. Ti leggo con piacere!

Ti abbraccio,
Carolina

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